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Il settore assicurativo è in ritardo sul digitale?

Nonostante i consumatori siano interessati all'acquisto di polizze online, il mercato assicurativo italiano è in ritardo nella digitalizzazione. Come colmare il divario tra prodotto e offerta assicurativa?

Il numero di utenti che utilizzano piattaforme online per acquistare polizze è in aumento, eppure la penetrazione di prodotti assicurativi tramite canali digitali in Italia rimane ancora limitata. La questione non è legata a dei consumatori poco avvezzi all’utilizzo della tecnologia, quanto a un’offerta obsoleta che non riesce ad evolversi e ad adattarsi alle nuove esigenze del mercato.

Il cliente è sempre più digitale, e il prodotto?

Il settore assicurativo italiano è indubbiamente in ritardo rispetto alla digitalizzazione. Secondo l’indagine “Consumatore Digitale: come evolve la propensione verso l’offerta assicurativa” di IIA (Italian Insurtech Association), nel 2021 solo il 47% di coloro che hanno acquistato una polizza lo ha fatto tramite i canali digitali, nonostante il 77% dei consumatori si sia mostrato interessato a farlo. Questi dati evidenziano un ampio divario tra la domanda e l’offerta digitale nel settore, soprattutto di fronte alla rapida esplosione di tecnologie digitali. Sostanzialmente, sono i servizi assicurativi ad essere in ritardo rispetto al consumatore di oggi, che ha tutte le capacità e le conoscenze per districarsi in un mondo digitale.

L’aumento degli investimenti in Insurtech è un ulteriore segnale positivo: secondo le stime di Italian Insurtech Association, da 50 milioni di euro investiti nel 2020, si è passati a 450 milioni nel 2022. Il mercato italiano è ormai consapevole della necessità di avviare una svolta digitale per l’intera filiera assicurativa.

Cosa è necessario fare allora? Affinché il settore progredisca, è fondamentale investire in due direzioni: educare i consumatori ai nuovi prodotti assicurativi, e formare gli operatori e gli intermediari assicurativi sulle competenze digitali necessarie per rimanere aggiornati e competitivi.

Da un lato è importante formare i consumatori, i quali, per la maggior parte, continuano ad assicurarsi tramite intermediari di fiducia e canali di vendita tradizionali. È segno che la conoscenza dei consumatori riguardo le alternative è ancora scarsa: e non conoscendo a fondo i prodotti assicurativi, non ne comprendono appieno il potenziale.

Per incoraggiare i clienti all’acquisto di polizze digitali, quindi, resta cruciale il rapporto umano e, idealmente, educativo con il consulente. Come afferma Simone Ranucci Brandimarte, presidente di IIA, in un’intervista a We Wealth “gli utenti devono semplicemente essere educati e incentivati all’utilizzo di polizze digitali”. Investire nello sviluppo di canali digitali è fondamentale perché contribuirà all’educazione del consumatore-acquirente.

Dall’altro lato, il problema è una questione di cultura aziendale e prevede un cambio di approccio su tutti i livelli all’interno delle compagnie assicurative. Queste devono concentrare i propri sforzi verso una cooperazione più stretta con l’universo Insurtech per cambiare il loro modo di lavorare, per evolversi e arginare il rischio di rimanere schiacciati da player stranieri.

Investire nell’Insurtech per cambiare la cultura assicurativa

Per riassumere, il ritardo nella digitalizzazione ha radici nell’approccio obsoleto che ancora prevale nel settore assicurativo italiano. Questo approccio non solo rallenta l’adozione di processi smart, ma impedisce anche al consumatore di abituarsi a processi assicurativi digitalizzati. Spesso infatti, i prodotti assicurativi sono “imposti dalle normative” anziché essere sviluppati in risposta alle esigenze dei consumatori. Questo approccio non rispecchia più le reali esigenze del mercato, e l’evoluzione digitale richiede un profondo cambiamento nella cultura aziendale, coinvolgendo tutti quei processi alla base della sottoscrizione di una polizza (dalla raccolta dati alla vendita dei prodotti).

Secondo Ranucci Brandimarte, la soluzione risiede nell’adottare un approccio che mette l’utente al centro, dove i prodotti assicurativi sono “future-proof”, cioè in grado di anticipare le esigenze future del mercato. Essere “future-proof” nel settore assicurativo significa sviluppare prodotti e processi digitali progettati su misura per le necessità degli utenti.

Tra i numerosi benefici, le tecnologie digitali assumeranno un ruolo sempre più centrale nell’ottimizzazione dell’esperienza del cliente attraverso la raccolta e l’analisi dei dati, consentendo alle compagnie assicurative di personalizzare ulteriormente i prodotti, ridurre i tempi di risposta e semplificare i processi di sottoscrizione e gestione delle polizze.

Ma come farlo? La 4° edizione del Manifesto di IIA (Italian Insurtech Association) delinea alcune strategie che le compagnie assicurative italiane possono seguire per aumentare la penetrazione dei prodotti innovativi e ridurre il gap con gli altri Paesi Europei.

Innanzitutto è cruciale aumentare gli investimenti nell’Insurtech e nelle startup innovative. Negli ultimi anni, gli investimenti in startup assicurative innovative sono cresciuti notevolmente, passando da 20 milioni di euro nel 2021 a 80 milioni di euro nel 2022. L’obiettivo è promuovere la crescita dell’ecosistema delle startup contribuendo alla nascita di oltre 100 nuove realtà tecnologiche per il 2023. Questo sarà possibile attraverso azioni mirate, come il supporto finanziario alle startup e il sostegno dei loro modelli di business.

Un secondo passo importante è promuovere un cambiamento culturale incentrato sulla formazione e l’informazione, che coinvolga sia i professionisti del settore che i consumatori. La creazione di knowledge e la condivisione di informazioni sono parte integrante del processo di formazione sulle competenze digitali e sulle opportunità offerte dalla tecnologia.

Infine, supportare lo sviluppo dei trend emergenti, come l’Open Insurance, l’Embedded Insurance e l’Intelligenza Artificiale, consente alle compagnie assicurative di adattarsi in modo più flessibile alle esigenze dei clienti e alle sfide del mercato, offrendo processi più veloci e prodotti più moderni in grado di penetrare nuovi settori. Per stimolare una maggiore penetrazione digitale, e raggiungere “il 70% di nuovi segmenti di mercato”, come afferma il Manifesto di IIA, sono fondamentali le partnership con aziende tecnologiche o operanti in settori come il travel, utilities, telco e mobility. Ad abilitare questa crescita saranno diversi fattori tra cui un aumento degli investimenti delle compagnie in grado di trascinare anche il venture capital, l’ambizione delle startup di scalare a livello internazionale e il recupero di competenze digitali specifiche per l’ambito assicurativo.

La sfida per gli operatori assicurativi è quindi quella di lavorare in sinergia per permettere all’intero settore di fare un passo avanti e allinearsi con gli standard esteri, favorendo la creazione di un ambiente innovativo che permette di rimanere aggiornati e competitivi.

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